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May 12 Qualcosa che non c'è"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole e non qualcosa che non c'è". L'insegnamento più bello che ho avuto da questa esperienza è stato capire quanto sia inutile ricercare la perfezione e quanto sia importante ascoltare se stessi nello stabilire quale sia il fallimento, e se ci si riesce, evitarlo. Ogni giorno che passa sono sempre più consapevole di quanto ami la mia vita e di quanto ho voglia di tornarci, ma del resto sento che qui c'è ancora tanto da trarre, non si finisce mai d'imparare no?
March 01 My new town: ShanghaiSalut tout le monde!
Eccomi qui da Shanghai, dopo mesi silenti sul mio blog a dedicarvi i miei pensieri.
In primis: mi mancate da morire! L'idea di stare a così tante ore da voi, col fuso così sfalsato mi manda il cervello in stand by... ok ok lo so, il tentativo di sostituire i globuli bianchi con la vodka non aiuta... sono ancora in fase adattamento, non mi sento ancora a casa e ho l'impressione che non mi ci sentirò mai... è una realtà estremamente diversa, dove per forza di cose t senti "altro" rispetto a quello che ti circonda. Comunicare è un dramma: non solo non parlano inglese, ma si ostinano a parlarti! Giri gli occhi per strada e ti senti analfabeta, o meglio lo sei! La città è enorme e grigia. una patina di smog ti impedisce di guardare al cielo. Le mele che ti cadono in terrazzo vengono spazzate via da animali ancora non identificati, ma che tempo 4 giorni si finiscono una fuji OGM.
I Cinesi sono ovunque, gli stranieri nel campus sono per di più orientali. Ci siamo uniti in una stretta asse Luiss-Bocconi-Lingue Orientali, con cui carpiamo il massimo dalla movida notturna shanghainese, che è forse è il meglio che questa città offre. Il prezzo dei cocktail oscilla tra 1,5 euro e i 3,5. Il massimo che ho pagato è 4 euro, non esiste la consumazione obbligatoria e il guardaroba, dopo file interminabili, è gratutito. La musica è un po' retrò... un pezzo dei Backstreet Boys è d'obbligo ;). Ogni tanto parte "Umbrella": il delirio. Non posso credere che il trionfo della musica inutile mi porti alla mente persone che adoro e i momenti più belli e divertenti degli ultimi 6 mesi romani. Mariangela, Katiusha mia from Gurgaon, la maledizione di Goa, Filippo, Gabri, Giulio. I tour de force discotecari, che vita impegnata :) Poi passo in sala house, ordino un vodka tonic e boom cerco con lo sguardo fra i cinesi se ci sono Luca e Lapo, mi tornano in mente i "negroni del pomerigio", anche qui miriadi di aperitivi, crack is wack, gli scialiatelli, il bagno del rialto, gli scandali di passeggiata di Ripetta. Tanti bei momenti che porterò sempre nel cuore... "Pearl Days". Ci sono persone che riescono a entrarti dentro e a leggerti come un libro. a tirarti le orecchie con dolcezza.
Mi auguro che tutto quello che ho espresso in queste righe sia condiviso. Amici miei, grazie di essere anche se dall'altra parte del mondo, il centro dei miei pensieri. Il gasolio per andare avanti, attraversare le difficoltà.
Love and Rock
Francesco
P.s. scordavo la cosa più importante (soprattutto in riferimento ai post recedenti!): sono più che guarito dai tramonti della Tiburtina... ce l'ho fatta!!!
January 06 2008 - alta fedeltàSe per 359 giorni non ho fatto altro che aspettare che i 2007 finisse, a dieci secondi dall'anno nuovo ho iniziato a capire quanto, in realtà, la fine mi potesse risultare malinconica. E' stato un anno pieno, cazzo. Un anno pieno di sfide, alcune vinte, alcune pareggiate. una persa.
La cosa di cui sono più gratificato è il fatto che in questi anni sto crescendo tanto, so riuscendo a ottenere quello che voglio (con qualche eccezione, ovvio), sono sempre più "fiero" di come sono. Non è che non cambierei nulla di me, per carità. ma devo ammettere che, senza intrusioni di un ego ipertrofico, mi è andata proprio bene ;) e credo sia una buona consapevolezza da raggiungere. Vedo una vera congruenza in quello che sono, nei miei interessi.
E' stato un anno carico di calore umano. Ho incontrato persone nuove, amici ed amiche senza i quali ad oggi mi sembra quasi assurdo pensare una mia vita senza, altri rapporti si sono consolidati, uno si è trasformato, qualcosa si è rotto, uno in particolare (katiusha mia) ha acquisito un'alchimia speciale.
Gurgaon sarà qualcosa che porterò sempre nel cuore. E' stata un esperienza in cui davvero ci siamo messi alla prova in tutto. lavoravamo 8 ore al giorno nel marketing, e credo di poter tranquillamente dire, che le conoscenze del kotler e gli insegnamenti del carissimo mazzoletti siano state davvero le ultime capacità da dover tirare fuori. la forza di vivere, di andare avanti, la forza di un'amicizia. La capacità di non scoppiare a piangere, di ingoiarsi un'acidità gratuita.
Il mio obiettivo per quest'anno è in primis di mettere solo me stesso al centro delle mie decisioni, delle mie giornate.
Il 2007 è stato l'anno dello spinning, delle 5 ore di sonno medie per notte, dei locali, dei romanzi di ammaniti e horby. nel 2007 ho divorziato dal martini, nel 2007 NON sono mai stato a parigi (ah, beh... ma ora recupero!). Il 2007 è stato l'anno dei tramonti sulla tiburtina. Non volevo metterli nell'elenco, ma cavolo,mentirei a me stesso!
La cosa che più mi spaventa è la mia sterzata musicale. Il mio I pod sembra di soffrire di schizzofrenia. Canzoni che mi ricordano in particolare il 2007 sono:
- SWEET CHILD O' MINE (GUNS N ROSES)
- NOVEMBER RAIN (GUNS N ROSES)
- EPPURE SENTIRE (ELISA)
- RAINBOW (ELISA)
- STRANGER (ELISA)
- STAY (ELISA)
- QUALCOSA CHE NON C'E' (ELISA)
- UMBRELLA (RIHANNA)
- DON'T STOP THE MUSIC (RIHANNA)
- LIVIN' ON A PRAYER (BON JOVI)
- NIENTE PAURA (LIGABUE)
- SONO QUI PER L'AMORE (LIGABUE)
- L'AMORE CONTA (LIGABUE)
- QUELLA CHE NON SEI (LIGABUE)
- NON E' TEMPO PER NOI (LIGABUE)
- HO MESSO VIA (LIGABUE)
- TI SENTO (LIGABUE)
- GIMME MORE (B SPEARS)
- LA LETTRE (LARA FABIAN)
- JE REGRETTE RIEN (EDITH PIAF)
- INDIAN SUMMER (DOORS)
- ALABAMA WHISKEY BAR (DOORS)
- TOUCH ME (DOORS)
- PEOPLE ARE STRANGE (DOORS)
- DON'T EVER GO (DONALD STOOSHER)
- GETTING AWAY WITH IT (SKIN)
- NOTHING BUT (SKIN)
- PURPLE (SKIN)
- RISE UP (YVES LAROCK)
- PRECIOUS (DEPECHE MODE)
- USAMI (LUCA DIRISIO)
- QUEL POSTO CHE NON C'è (NEGRAMARO)
- UN PASSO INDIETRO (NEGRAMARO)
- L'IMMENSO (NEGRAMARO)
- BY THE WAY (RED HOT CHILI PEPPERS)
- WON'T GO HOME WITHOUT YOU (MAROON 5)
- EVERYTHING (BOUBLE')
- LA GATTA (GIORGIA)
- DI SOLE E D'AZZURRO (GIORGIA)
- LA GELOSIA (GIANNA NANNINI)
- FEEL IT (NATURALLY 7)
- TWISTED (SKUNK ANANSIE)
- FORGET HER (JEFF BUCKLEY)
- LET ME THINK ABOUT IT (IDDA CORR)
che bello, ad ogni pezzo mi veniva un immagine, che dire... c'è un sacco di trash... ma la vita non è fatta solo di pensieri aulici ;)
buon 2008
November 17 Per noi non è mai iniziato e non finirà mai....Non so a cosa mi riferisco, in un senso lato qualsiasi cosa mi abbia scosso di certo l'ho assaggiata. E' un titolo poetico per un post, post che arriva in un momento in cui sono colpito da una serie di sballamenti multipli da onde umoriche che fanno invidia alle coste australiane. E' vero, non riesco a stare un momento fermo, in senso fisico, spaziale, mentale. Ho sempre bisogno di cambiamenti per sentirmi a posto con me stesso. L'India mi ha insegnato tanto, oggi mi sembra di esserci stato un secolo fa, in una vita precedente quasi. Il senso della vita, della fatica quotidiana, del livello di fortuna che ho avuto a nascere dove sono nato, ma anche con i miei occhi e la mia testa, con cui filtro qulasiasi cosa mi si propone. Puo' sembrare un momento di superego, ma scrivo quello che mi passa per il cervello e di certo chi mi conosce sa che questi filtri li ho sviluppatii grazie a splendide persone che ho intorno. Ed alla fortuna che ho avuto nel trovare nei viaggi importanti persone importanti che hanno reso tutto molto piùù istruttivo.
September 28 Last Office DayEbbene si, la mia esperienza in Perfetti sta volgendo al termine. Ho gia' nostalgia di questo posto! Oggi ho fatto la presentazione del mio progetto ed e' andata piuttosto bene. Domani mattina partiamo alla volta di Bombay, poi Goa e infine si torna nel nido. Anche a questo giro credo di aver imparato molto e ne sono contentissimo. E' stata un'esperienza di lavoro, di vita, di pubbliche relazioni, di amicizia! E poi l'India non c'e' posto piu' dissimile dall Europa e dfare marketing dove ogni percezione su prodotti che conosci da una vita e' capovolta e' stata una bella sfida! forse e' la cosa piu' bella del marketing quella di entrare nel tessuto connettivo della societa' in cui operi.
Ps. Scrivania immortalata,
a prestissimo Fra September 17 Avventura indianaObbligatorio per qualsiasi viaggiatore/lavoratore/turista/qual si voglia passante per l’india visitare il famosissimo (ora tra le nuove 7 meraviglie del mondo insieme, tra le altre al NOSTRO COLOSSEO) Taj Mahal. La famosa tomba di marmo bianco che un sultano nel 1600 dedico’ alla sua moglie, morta di parto del quattrordicesimo figlio. Chi mi conosce sa perfettamente che con i proverbi ci vado poco d’accordo cosi’, io e mary ci siamo fidati del proprietario del nostro albergo (soprannominato JAFAR, come il cattivo di Aladdin!) il quale ci ha arrangiato un trasporto turistico fino alla citta’ di Agra. La partenza era alle 6 del mattino, per giungere ad Agra (a 240 km, ripeto 240 km) alle 12.45. Fin qui, amen. Cosa accade in questo pullman popolato solo da indiani escldendo me e mari (diventati attrazione turistica con tanto di foto scattate!), non credo di aver la capacita’ letteraria per far si che renda almeno in parte l’idea. Si parte con il rutto libero, cantano lagne strane, si sentono odori che te li raccomando, quando alle 10 del mattino tirano fuori le loro colazioni a base di chili! Visita al famoso maosoleo, che francamente, forse perche’ visitato nella fascia oraria dell’ora d’odio (esattamente tra le 13.30 e le 14.30) non mi ha impressionato quanto credevo. Di solito ci sono monumenti i quali attendo tantissimo per avere davanti agli occhi e quando li vedo mi riempiono. Anche se per un po’ non passo davanti al Pantheon mi accade. Ma nulla, mi ha preso poco. Sara’ forse perche’ me lo immagginavo enorme e una sorta di palazzo pieno di corridoietti dove intrufolarsi. Una cosa va ammessa: e’ incredibilmente bianco. Bianco a tal punto che e’ difficile fotografarlo, riflette/rifrange la luce. Noi, rutto libero a parte eravamo convinti che il nostro pullman in altre 6 lunghissime ore ci riportasse a casa (sempre nella speranza che Cojone Car, nostro autista imparentato con Jafar, abbia capito dove e come venirci a prendere). E invece no, tra un millepiedi ucciso, e un esercito di indiani imazziti che tornano sul pullman con campanacci che iniziano a agitare senza neanche andare <minimamente> a tempo, ci rendiamo conto che per questo tour indiano Agra non era che la prima di tre fermate. Veniamo cosi catapultati, senza scarpe, in un tempio dove si pratica l’OM, in un altro dedicato ad aricrishna. Pure qui, mi spiace ma a parole non riesco a spiegare cosa ho provato. E non abbiamo nemmeno tanto materiale fotografico in quanto assolutamente vietato fotografare. Effettivamente e’ un luogo sacro, anche se la domanda che ci veniva da porci era: come si fa a credere in queste associazioni a delinquere? Qui in India tutto fa business e’ vero, i tassinari fanno finta di non capirti o comunque anche se capiscono ti portano in ristoranti o in butique su cui prendono la percentuale, oltre che 20 rupie (parente a 40 centesimi) se i traghettati resistono in questi posti per piu’ di un quarto d’ora. Scusate la regressione. Ma serviva a farvi entare nell’ottica del fatto che sia nosrmale, comein un santuario non si parli altro che di “se offri tot, ti do tot, e ti benediciamo in questo modo”. Calcolate poi che secondo questa fede, gli arancioni credono fino a 33000 divinita’, e vi renderete conto che c’e’ un giro di soldi quasi camorristico. Un santuario e’ tanto importante quanto riesce a fatturare. E questo non fa strano neanche a manager o avvocati, insomma non e’ lo stolto che abocca... vabbeh che anche managers affermati t ruttano in faccia a mensa... quindi... ad ogni modo: io e mariangela dopo questa funzione/asta tra gli arancioni siamo stati siglati con il sigillo arancione in fronte e siamo stati guardati malissimo dal “chirichetto” perche’ come offerta ci siamo solo svuotati le tasche.... Dopo altre 2 ore arrivammo tra le braccia di cojone car, un abile sforzo comunicativo ci ha salvato dal rimanere come due scemi sull’autostrada <fra le vacche> tra delhi e jaipur. September 13 From DelhiSono al mio 19simo giorno in India, E’ tanto che non scrivo nulla, sul mio blog. E’ il caso di pubblicare qualche riga su quello che sto pensando in questi giorni.
Cominciamo dal lavoro, scusa/motivazione che mi ha portato in questo continente. Mi piace, devo sviluppare un progetto di marketing sulle functional gums, piu’ semplicemente Happydent White e Protex Happydent: la prima cosa che ho dovuto fare e’ autoconvincermi del fatto che EFFETTIVAMENTE siano d’aiuto, che sbianchi I denti la prima, che li rinforzi la seconda. In questi giorni sono buttato per scuole e licei di delhi a fare ricerche di mercati e questionari. Fa un caldo boia e il mio migliore amico e’ diventato il POLASE. La cosa divertente pero’ e’ giocare a fare il manager ( o brand manager o marketer per la precisione). Ho la scrivania piena di scatole di pacchetti di gomme Happydent e Orbit (il maggior competitor!). Ho I fliptop, I monopack, I blister e le bottigliette. Vorrei davvero fare una foto alla mia scrivania, ma gia’ faccio il turista quando vado a fare la spesa e fotografo il mercatino, fare foto in ufficio mi sembra davvero troppo. Unico problema del lavoro sono I TEMPI MORTI. Non voglio fare l’industrialotto Milanese ma quello che si fa qui in un mese potrebbe essere svolto in un 2 giorni. Sono lentissimi, se ti dicono “lo faccio subito” devi sperare che in due ore la cosa venga svolta. Un esempio? Stamattina verso le 9,30 ho chiesto due campioncini per lavorare sul mercato, voi li avete visti? Qui sono le 12,30 ora e credo che “te le faccio portare subito” intenda in questa vita terrena. Qui sono tutti indiani, a parte due impiegati sulla quarantine, italiani anche loro, ma in reparti diversi. Questo sottointende che anche qualsiasi servizio sia offerto all’indiana.
Cibo: una tragedia. Qui vige la vacca sacra e vabbe’ lo sanno anche i muri, d’altra parte ci sono i musulmani che invece non possono mangiare il maiale. Soluzione: l’80% della popolazione e’ vegetariana. Vegetariana e’ la mensa in ufficio, gran parte dei ristoranti. Ti senti quasi in colpa di seguire la fisiologia umana ed essere onnivoro. Solo alcuni hanno un piccolo riquadro dei menu’ dedicato ai non vegetariani. E’ pure presente una lista di tipi di pollo e montone che si possono ordinare, ma a) non se ne capisce la differenza tra un tipo e l altrp e b) e’ meglio non capirla perche’ cambia il tipo di curry inserito per rendere il tutto una broda di sugo piccantissimo con pezzi di pollo striminziti sul fondo. Per questo e’ forse meglio rispettare il vegetarianesimo e mangiare riso condito con verdure strane, che poi mi sembrano sempre le stesse. Alla mensa in ufficio viene sembre propinata una tipologia giallo/beige di verdure e una sul rosso. Cambiano sempre nome. Chissa’ magari sti beoti (e vabbe’ culinariamente ce vole!) non distinguerebbero una bufala da un fiordilatte, una amatriciana da un ragu’, come io non vedo differenza tra i vari condimenti loro… ma che se perdono. Le “primizie” culinarie che ci trainano alla sopravvivenza sono PizzaHut in grado di propinare anche una sottospecie di margherita oltre a un dolce ipercalorico a base di torta al cioccolato e gelato chimico insapore, il BARONE una barretta tipo Mars, ideale per i 10 minuti di odio giornalieri. Specialita’ Indiana che invece apprezziamo molto (tralasciamo che ci stiamo trasformando in due animali quando ci mettiamo a tavola non facciamo altro che mangiare con le mani inzuppando in salsine strane avvolte ancghe con retrogusto che contemporaneamente sa di cocco ed e’ piccante) e’ il nostro vitico Dosai Masala. Una sorta di mega creppettone burrosissimo e biscottato con un ripieno di patate ed altre spezie, su cui, ancora una volta, passo..).
Location: Bisogna fare una distinzione fondamentale fra Delhi e Gurgaon. La prima una citta’ multistrato affascinantissima dove riesci a trasparire culture, religioni, “occidente”, “oriente”, stili artistici, architettonici, razze, vacche, cani, ricchi, poveri, poverissimi e indo-parioli vestiti DandG. Gurgaon, la ridente cittadina dove e’ rintanata la Perfetti Van Melle, e’ invece un susseguirsi di palazzoni, grattacieli, bidonville, enormi centri commerciali, di nuovo mercatini, bidonville e palazzoni. In una sola parola: work in progress. Sarebbe divertente tornare tra 10 anni e vedere cosa e’ successo, anche se davvero credo che gia’ tra un anno tutto sia cambiato. La cosa divertente di questa alternanza (lo so sono luoghi comuni) e’ vedere una ragazza col saari (vestito tipico indiano) che sfoglai cosmopolitan mentre addenta il panino di McDonald’s (rigorosamente Mc Veggie), oppure la ragazzina di 15 anni vestita come le tue amiche ai tempi della fase pariola in quinto ginnasio che fa la trendy da pizzahut e pretende di pronunciare “pizza col pollo” all’italiana (ok tralasciamo il contenuto della frase). Ma una cosa me la chiedo. Perche’ il mondo interno non e’ in grado di capire che il salame non si chiama ne’ salami ne’ pepperoni?
Tempo libero: nel tempo libero il giro in centro e’ d’obbligo, la maggiore attivita’ e’ perdersi nei mercatini. Spesso per non comprare nulla ma per addestrare il proprio bargaining power, per i non Giemmini, la capacita’ a contrattare. Una cosa bellissima che puoi alternare pomeriggi in mercatini: nota bene da evitarsi la fascia oraria dalle 13:30 alle 15:00 in cui la capa non te aiuta. Il giorno dopo sei in un orfanotrofio a giocare con bambini che seppur miseri e se dormono su un lettto con un materasso di paglia sono molto piu’ sereni, educati e affettuosi di quello che ti possa ricordare della tua infanzia. Serata strana e’ il mercoledi. D’obbligo e’ essere rapiti dal capo e portati al devasto per locali in giro da un pizzo all’altro di Delhi (che tra l’altro e’ grande quanto la regione Lombardia). Si beve come dei disperati. Non e’ possibile dire di no a un bicchiere offerto, tanto meno per me. Poi se il bicchiere offerto arriva direttamente in mano e sostituisce quello a cui hai dato l’ultima sorsata e’ il delirio. Il mal di pancia il giovedi, e’ d’obbligo! Si inizia ad apprezzare il trash indiano, e sssi, complice il fattore commozione di quando si viene in contatto con qualcosa di “occidentale” si aspetta la Hit “Umbrella”, ci si sente a casa quando da “barista” catena che copia l’italian style copiando Starbucks, si sente “Makes me wonder” dei maroon 5. Inno attuale del nostro indian time e’ la hit della mitica Rihanna (che tristezza!), meglio ancora se dopo questi momenti di bassezza musicale (ma con femento!) si accende la TV su Canale Fashion TV. Tette e culi rifatti, labbra gonfiate e ragazze dell est che urlano le loro misure e il motto “I love fashion tv”. Tutto questo alternato da primi piani di papponi italo/francesi su uno yacth. Ma ormai anche noi nei momenti di non lucidita’ mentale dichiriamo il nostro amore per il regno del vuoto! “Hi, I’m Francesco, I’m from Rome and I love fashion tv”. Il gruppo che ascolto piu’ in assoluto in questo periodo sono i Doors. Una playlist stile anni 80 di Valentina si alterna ai viaggi di Jim e compagni. Poi ovvio, la modalita’ casuale e’ spesso tirata in ballo con i piacevoli trashioni pop che ogni tanto servono, che si alternano alle ariette del 700, oltre che ai soliti Jeff Buckley, Skunk Anansie, le immancabili Skin, Nina Simone ed Elisa. Sono arrivato alla fine di “Gomorra”, ora mi butto sul romanzone d’intrattenimento: Horby e Ammaniti!
Le vacche e il traffico: chiudo la prima parte di questa lista accennando, ci si potrebbe scrivere un libro a quello che si vede in giro per strada. Anche qui, vacca sacra, lo sanno tutti. Vacca in mezzo all’autostrata ti fa strano per 2 giorni, dopodiche’ ti ci abitui. La cosa piu’ incredibile e’ la completa assenza del codice stradale. Accade di tutto, si sorpassa ovunque. Vige la legge del clakson: se suoni fai quello che ti pare. I furgoni invece di “attenzione carico merce” hanno scritto sul retro “Horn Please, suona per favore”. Su ogni taxi, preghi. Preghi anche che abbia capito dove deve portarti, i problemi comunicativi sono enormi. Qui l’inglese lo parla forse il 20% della popolazione, comprensibilmente forse il 5%. Anche nell ‘albergo dove siamo, ogni comunicazione e’ un impresa. Pensano che siamo americani sti scemi. Tornando al traffico, il mezzo piu’ diffuso e’ la vespa. Vespa che ha una regola, puo’ portare fino a 4 persone. Il marito con casco in testa, la moglie appesa seduta come sedevano sul cavallo le dame del 700, macche’ pure prima.... roba alla Tristano e Isotta. La moglie ha spesso due bambini, uno appeso a un braccio e l altro in grembo. Le donne non devono portare il cascono, non possono. Ci potra’ essere qualsiasi sviluppo industriale, ma mi spiace quando vedo queste cose sono sempre piu’ convinto che il percorso che questi paesi hanno davanti e’ enorme. Speriamo nel meccanismo di struttura e sovrastruttura, in cui i sociologi affermano che l’evoluzione economica porta a uno sviluppo delle strutture sociali e politiche. Vorrei rileggermi i saggi di Pellicani... June 29 365 giorni29/06/06 --> 29/06/07
Un anno dal ritorno
Ma tete et mon coeur sont toujours là
PARIS JE T'AIME
June 22 ....e mi ritrovai a girare intorno a piazza Risorgimento, di venerdì sera, con Edith Piaf nelle orecchie .... NON BENE!
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Interludema vie, mes voyages, ma musique
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